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Sono
tempi duri per l'economia italiana, e sembra che il peggio non
sia ancora arrivato. Aziende e società molto quotate
sull'orlo del crollo finanziario o addirittura già fallite;
neanche la net-economy è stata risparmiata da questa
onda negativa. Sono migliaia le realtà web in crisi e
altrettante quelle che hanno chiuso definitivamente. Si è
investito molto, in questi ultimi tempi, in promozione e grafica,
tralasciando forse i contenuti.
Un
esempio ci arriva dal famigerato banner: quante risorse spese
per renderlo accattivante, per strapparci un click e portarci
a utilizzare chissà quale servizio. E assieme al banner
le finestre pop-up, molto più invasive. Secondo recenti
statistiche le persone si sono abituate alla presenza dei banner,
tanto da ignorarli quasi completamente. Le finestre pop-up,
poi, non fanno altro che irritare l'utente e le percentuali
di click scendono ancor di più.
Qualcosa
per risollevare le sorti dell'economia web si sta facendo: sono
arrivati i dialer(da molti considerati illegali, ma è
parere di chi scrive che tutto dipende dalla serietà
della società che eroga il servizio), la pubblicità
sotto forma di slide(già adottata dai grandi portali)...
E'
ovvio: la maggiorparte dei webmaster spera di guadagnare dei
soldi con il proprio sito( anche su affari-web.it c'è
della pubblicità, ma mai invadente), ma a volte si esagera,
rendendo i siti web così pieni di pubblicità che
si fatica a trovare il contenuto vero e proprio.
Il
problema è proprio questo: in alcuni siti(anche importanti)
il contenuto non esiste ed è la pubblicità a farla
da padrone. Siti che rimandano ad altri siti dove c'è
ancora la prevalenza della pubblicità.
Da
calcolare poi il rischio del click: può accadere che
cliccando su un banner, all'apparenza innocuo, si aprano 10
finestre e immancabilmente su una di queste si apre la finestra
di dialogo che ti chiede se vuoi scaricare il dialer. E se va
male il dialer si apre da solo ed effettua il collegamento all'insaputa
degli utenti, facendo salire la bolletta telefonica alle stelle.
L'avidità
sta trasformando il web in un'enorme palinsesto pubblicitario,
senza contenuti...
Alla
prossima.
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